Pete Burns (Dead Or Alive) | You Spin Me Round (like a record)

Una delle icone degli anni 80, Pete Burns, leader del gruppo dei Dead Or Alive ci ha lasciato all’età di 57 anni. “Era un vero visionario, pieno di talento, la sua famiglia e i suoi amici sono devastati dalla sua perdita”,  con un comunicato scarno e sobrio diffuso dal manager.

Ha vissuto la sua vita sempre in maniera provocatoria, esagerata e sopra le righe. Per il grande pubblico era l’interprete della canzone che ha fatto la breve ma fulminante fortuna della sua band, i Dead or Alive. Era il 1985 e You spin me round (like a record) diventò un hit in tutto il mondo.

Il vocione di Pete Burns che contrastava con il suo aspetto già androgino, e altrettanto iconico il videoclip in cui Burns copriva un occhio con una benda da pirata e ballava in kimono. Ancora oggi è riconosciuto come uno dei simboli degli anni 80, Burns all’epoca era sposato con l’amica di gioventù Lynne Corlett, iniziò un processo di cambiamento del suo fisico con numerosi interventi chirurgici.

Nel 2006 partecipò al Grande Fratello VIP inglese, diventando subito uno dei protagonisti dell’edizione, si vantò in diretta TV di avere una pelliccia di gorilla, che poi fu confiscata dalle forze dell’ordine (era in realtà di colobus, una specie in via d’estinzione). I suoi cambiamenti estetici non furono indolori e sempre nel 2006 affianco al suo compagno Michael Simpson, in una trasmissione televisiva, raccontò le sue disavventure che avevano lasciato conseguenze sulla sua salute.

Pete Burns è nato il 5 agosto del 1959 a Bebington, Cheshire, e cresciuto a Liverpool, era nota la sua amicizia con Morrissey e la sua rivalità con l’amico-nemico Boy George, che lo ha ricordato con un tweet: “Sono in lacrime per la morte di Pete Burns. Era uno dei grandi veri eccentrici e ha avuto un grande ruolo nella mia vita. È difficile crederci”.

Di seguito riproponiamo il video originale di You Spin Me Round (Like a Record) e una versione più moderna dello stesso pezzo con gli evidenti cambiamenti fisici di Pete Burns:

parte dell’articolo è ripreso da Repubbica